La Notte di San Giovanni

San Giovanni Battista, Michelangelo Merisi da Caravaggio, 1604 c.a., Olio su Tela
San Giovanni Battista, Michelangelo Merisi da Caravaggio, 1604 c.a., Olio su Tela

Le celebrazioni di San Giovanni Battista (24 giugno) dovevano sostituire, all’interno dei riti cristiani, i precedenti riti pagani legati al solstizio d’estate.

Un’antica credenza recita che nella notte del solstizio avviene il matrimonio tra il sole e la luna e che questo sposalizio scatena una cascata di benefici influssi sulla terra. La rugiada della notte di San Giovanni era ritenuta carica di virtù straordinarie perché la si credeva affine all’acqua che il santo aveva usato per battezzare. Quindi pagano e cristiano nella cultura contadina si mescolavano e si confondevano.

Le Erbe di San Giovanni

Erbe e fiori sono sempre state utilizzati nella storia dell’umanità per le pratiche della medicina. Manipolando piante e altri ingredienti naturali come le pietre e i minerali, si credeva di influire e modificare l’ordine naturale delle cose. Tutto ciò si può leggere anche negli atti dei processi di stregoneria istituiti dall’Inquisizione nei confronti soprattutto di donne, le quali si credeva fossero in grado di manipolare erbe quali belladonna, mandragora, stramonio, papavero, per ottenere filtri e pozioni dagli effetti strabilianti che potessero ridare salute, ricchezza, amore, fortuna. Tali pozioni erano in grado anche di provocare euforia, visioni situazioni magiche.

Ma per ottenere il massimo effetto dalle erbe era necessario raccoglierle in particolari periodi dell’anno quando le influenze astrali si facevano sentire in maniera particolare. La notte magica per eccellenza era considerata appunto la notte di San Giovanni.

La Mandragola

Metodo per cogliere la mandragola da un'immagine medievale
Metodo per cogliere la mandragola da un’immagine medievale

Alla mandragora venivano nel Medioevo attribuite qualità magiche e non è un caso se era inclusa nella preparazione di varie pozioni.[1] È raffigurata in alcuni testi di alchimia con le sembianze di un uomo o un bambino, per l’aspetto antropomorfo che assume la sua radice in primavera.[1] Da ciò ne è derivata la leggenda d
el pianto della mandragola ritenuto in grado di uccidere un uomo e per questo, come ricorda 
Machiavelli nell’omonima sua commedia, il metodo più sicuro per coglierla era legarla al guinzaglio di un cane e quindi lasciarlo libero di modo che, tirando la corda, questi avrebbe sradicato la mandragola udendone il lamento straziante e morendo all’istante, consentendo così al proprietario di coglierla.