La Caveja (La famiglia contadina, lavoro, tradizioni, usanze e credenze)

Caveja romagnola
La Caveja a 4 anelli

Oltre ad essere un indispensabile utensile per il lavoro nei campi, la caveja era considerata come un oggetto magico-religioso carico di superstizioni e riti ad esso legati.

Veniva utilizzata per fissare il giogo al timone del biroccio (carro da lavoro), per impedire che quest’ultimo scivolasse in avanti in tratti di strada in pendenza.

Le caveje più pregiate e riccamente lavorate venivano ostentate in occasione di festività religiose, processioni, matrimoni e manifestazioni folkloristiche, ma venivano anche utilizzate a scopi propiziatori o durante specifici rituali.

Il suo cristallino tintinnio prodotto dagli anelli (la caveja “cantarena” o “campanera”) riecheggiava nelle campagne portando con sé antichi riti, usanze e credenze pagane vecchie di millenni. Il suono metallico prodotto da oggetti con un certo valore simbolico, era ritenuto un efficace mezzo per allontanare gli spiriti maligni e portare pace e prosperità.

La potenza della caveja era ritenuta talmente forte che il giovedì santo i suoi anelli venivano legati, per poi essere liberati il sabato santo: esattamente come avviene per le campane delle chiese. Quindi è possibile dedurre che anche il suono delle campane sia un retaggio delle stesse credenze che aleggiavano sui poteri della caveja. Si narra che in un paese non meglio identificato fosse stata usata per un periodo in sostituzione della campana della chiesa non funzionante.

Questo magico oggetto era considerato come un talismano in grado di scongiurare l’arrivo di un brutto temporale, salvaguardare il raccolto, predire il sesso del nascituro, liberare un malcapitato da una “fattura”, usato a fini propiziatori nella casa dei neo sposi per augurargli amore e prosperità.caveja

Prevedere il sesso del nascituro: in questo caso dopo aver fatto sedere su una sedia la gestante, la donna più anziana della casa, l’azdôra, faceva il segno della croce con una caveja e le girava intorno 3 volte; appoggiava poi la caveja a una base, accendeva una candela alle sue spalle e attendeva la risposta. Qualora si fossero fermati per primi gli anelli di sinistra si prevedeva che il bambino sarebbe stato un maschio, se si fermavano prima quelli di destra una femmina. Se tutti gli anelli si fossero arrestati contemporaneamente, un evento molto raro, ci si attendeva un aborto (Bocchini 1977).

Per predire il tempo la caveja veniva portata di sera sull’aia e fatta suonare. A seconda del suono emesso e della intensità a cui questo era udibile in distanza, se ne traevano auspici per il giorno successivo.